AlexBe racconto:
Impegnato tra i vari eventi di questo periodo, ma con il pensiero sempre qui al mio blog personale di appunti. Periodo caldo, estivo, si stà in giro piu spesso, e mi soffermo incuriosito ad osservare le semi-nudità femminili ed anche maschili. La tendenza nel usare meno “pezzi” possibili dettata dal caldo del periodo. Andando spesso in giro per il cuore di Roma è facile fermarsi ad osservare con dettaglio i passanti, turisti,romani,di quartiere. Mi fermo sempre li ,nella gelateria di fiducia, in una traversina del Pantheon dove nel gustarmi un buon gelato mi imbatto con la signora gestrice del locale in piacevoli chiacchierate. Romana di origini pure sangue “rione monti” , gelataia da generazioni. Mi piace fermarmi li nell’ombra del vicolo a chiacchierare con lei. Qualche tempo fà, in una bella serata, trascorsa nelle vicinanze della stessa, nella notte romana, degustando un gelato “after dinner”, la signora sottolineava l’aspetto e la cura delle persone con un “battuta” romanesca che da senso e colore a ciò che si vede in giro. “Aò nun se distingueno più li turisti dai romani , sò tutti uguali!”. Sottolineava il fatto che l’abbigliamento indossato dai turisti, che è giustificablie dalla loro natura, oramai non fà differenza con l’abbigliamento usato dalla gente comune. “Aò tutti co ste cioce, ste canotte e carzoncini, bona “vita romana” de na vorta!“. E’ da li, il suo racconto di vita trascorsa in quel vicolo, dove nonostante caldo, e tecnologia mancante, la gente di quartiere era sempre distinta nell’abbigliamento e nei modi, dove non c’era spazio per il volgare. Sono rimasto profondamente affascinato dai suoi racconti, di quella Roma, “eterea“, alla “moda“, di quei uomini e donne che amavo corteggiarsi con parole, gesti e stile, con la decenza e consapevolezza di esserlo.
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